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Science and democracy

Conferenza dell'International Association for the Study of Controversies

data 26 Ottobre 2017 - 28 Ottobre 2017  |  luogo Varie località della città di Pisa Pisa PI, Italia
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Logo IASCDal 26 al 28 ottobre 2016 si tiene a Pisa la conferenza dell'International Association for the Study of Controversies dedicata al tema "Scienza e Democrazia".

Invited Speakers:

Steve Fuller (Warwick University)
Silvio Oscar Funtowicz (Bergen University)
Luca Maria Scarantino (IULM, Milano)
Mariachiara Tallachini (Università Cattolica, Piacenza)

Informazioni per partecipare e inviare abstracts alla pagina: http://iasc.me/2016-conference/

Scienza e democrazia

Seguendo il sentire comune, scienza e democrazia non dovrebbero confliggere. La scienza, infatti, si occuperebbe solo della spiegazione e (possibilmente) della previsione dei fatti, mentre lo scopo della democrazia consisterebbe nell’utilizzare le conoscenze acquisite dalla scienza, allo scopo di realizzare i propri fini attraverso le procedure decisionali che la caratterizzano.

Tuttavia, è evidente che sovente scienza e democrazia non rispettano questa nitida divisione dei compiti. La comunità scientifica non è sempre unanime e in vari casi componenti della comunità scientifica stringono alleanza con componenti della società. Nei dibattiti sul riscaldamento globale, le biotecnologie, le centrali nucleari, l’omeopatia, gli ogm, le nanotecnologie, i lavori di grande impatto ambientale, per citare solo alcuni esempi, procedure democratiche e processi scientifico-tecnologici risultano a tal punto intrecciati che le polemiche scientifiche si trasformano anche in controversie politiche e sociali.

Inoltre, anche quando abbiamo un consenso scientifico abbastanza ampio (come in alcuni dei casi sopra citati), l’opinione pubblica non sempre lo accetta senza discussione. Come possiamo spiegare questo fenomeno? Dobbiamo semplicemente ritenere che l’opinione pubblica sia troppo poco informata sui risultati della ricerca scientifica e si faccia in qualche modo fuorviare da concezioni preconcette? Oppure dovremmo dire che le conseguenze sociali e politiche della ricerca scientifica sono intrinsecamente a tal punto complesse e imprevedibili da generare un comprensibile senso di incertezza presso l’opinione pubblica, con la conseguente difficoltà a compiere scelte? Oppure ancora dovremmo mettere in discussione l’idea che la scienza sia moralmente e politicamente neutrale? E se quest’ultima tesi è corretta, sarebbe giustificata la riduzione della scienza a mera ideologia, come vorrebbero i “costruttivisti” più radicali?

Infine, da tutte queste domande sorgono spontaneamente vari problemi normativi, resi ancora più evidenti dal fatto che le società democratiche non solo utilizzano la conoscenza scientifica, ma hanno anche il compito di finanziarla. Ad esempio, quale ruolo dobbiamo attribuire agli esperti? In che modo possiamo evitare di scivolare verso forme di tecnocrazia quando la conoscenza degli esperti diventa esoterica e di difficile comprensione presso l’opinione pubblica? Quale deve essere una corretta politica della ricerca scientifica? Dobbiamo coinvolgere l’opinione pubblica nelle formazione delle decisioni che concernono la politica della ricerca? E se questo è auspicabile, in che modo?

E’ evidente la natura interdisciplinare di questi problemi, che interessano direttamente gli scienziati, ovviamente, ma anche i filosofi della scienza, i filosofi della politica, i sociologi della scienza e della tecnologia, senza escludere i giuristi, gli storici della scienza e gli scienziati della politica. Scopo del convegno è offrire un luogo di discussione dove far interagire gli approcci tipici di ciascuna disciplina. L'obiettivo non è quello, è appena il caso di sottolinearlo, di giungere ad una “sintesi”, ma è nostra convinzione che i dibatti non ristretti entro specifici ambiti disciplinari siano forse più difficili, ma potenzialmente molto più fecondi.

International Association for the Study of Controversies

IASC organizza workshop annuali dedicati all'analisi degli aspetti discorsivi, argomentativi, storici e contestuali delle controversie. Lo studio delle controversie è inevitabilmente interdisciplinare, poiché richiede la collaborazione tra studiosi di risoluzione del conflitto e ricercatori in discipline quali la linguistica, la logica, la retorica, la storia, la filosofia, l'antropologia, la psicologia e il diritto. Le attività di IASC sono organizzate dai membri dell'Associazione, in collaborazione con altre istituzioni, e sono coordinati dal comitato esecutivo dello IASC.

 

Info e Contatti:
Pierluigi Barrotta pierluigi.barrotta@unipi.it http://iasc.me/2016-conference/

2017-10-26 11:00:00
2017-10-28 21:49:00

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